banner 5x1000 1 di 5

Sul filo dei pensieri

Categorie carcere: 

Il Betto/Ciò che più fa male in carcere, oltre alla privazione della libertà, sono gli affetti lasciati fuori l mura... I sentimenti ci fregano ... e ci fanno soffrire, soprattutto quando si tratta di minori.
Comunicare con amici e parenti lo si può fare solo con poste italiane “in carta”, una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti, un colloquio.
Circa un anno fa è stato trasferito un ragazzo senegalese che confezionava braccialetti dell’amicizia e macramè, un pensierino per grandi e piccini. Però, ahimè, no senegalboy – no braccialetti.

I detenuti italiani tornano a essere adeguatamente retribuiti per il lavoro prestato in carcere

Categorie carcere: 

di Daniele Villa Ruscelloni/Una recente disposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha previsto che dal1 ottobre gli stipendi dei detenuti, o”mercedi” come vengono definiti dall’Ordinamento Penitenziario, saranno aumentati dell’80%. Detta così la notizia potrebbe suonare quasi scandalosa, soprattutto considerando i tempi che corrono e la crisi che ormai da anni affligge il mondo del lavoro.

L'insostenibile pesantezza dell'inoperosità

Categorie carcere: 

di Il Betto/Ho vissuto tanto tempo all'estero; paesi meravigliosi dove gli abitanti si considerano del terzo mondo, in paesi che gli italiani considerano del terzo mondo.
Ora sono "dentro le mura", per la prima volta, in Italia, nel mondo; nuovissima esperienza Ahimè! . "Che barba... che noia!".
Purtroppo sono in ferie forzate da 11 mesi, mi sono spariti i calli dalle mani e qualche acciacco: sono come nuovo!

7 chef per la Dozza/Il pane dell'unità: una lezione sull'importanza della condivisione

Categorie carcere: 

di Roberto Cavalli/Antonio Lamberto Martino, 37 anni, siciliano di Palermo, considerato tra i 10 maestri panificatori più bravi d'Italia, ha tenuto, il 13 dicembre scorso, una lezione particolarmente istruttiva sull'arte della panificazione e della lievitazione all'interno della Casa Circondariale "Rocco D'Amato" di Bologna, nell'ambito di un seminario di cucina rivolto alle persone detenute che già lavorano, come addetti alla preparazione dei pasti, all'interno del carcere.

7 chef per la Dozza/La globalizzazione del tortellino

Categorie carcere: 

di Luciano Conti/Il tortellino di Castelfranco Emilia è approdato alla Dozza di Bologna. A seguito di altre precedenti e programmate iniziative di formazione del personale addetto alla cucina promosse dalla Casa Circondariale di Bologna con la collaborazione della Coop. Sociale "Siamo Qua", si è tenuto un seminario di cucina che ha visto la partecipazione dello chef Carlo Alberto Borsarini del ristorante "La luminara" di Castelfranco Emilia di Modena dove opera da 27 anni.

7 chef per la Dozza/Un falso farro per un vero chef

Categorie carcere: 

di Sergio Ucciero/Eccoci al secondo seminario sotto la guida "robusta" dello chef Vincenzo Vòttero, nocchiero dell'Antica Trattoria del Reno di Bologna. Lo chef si presenta come uomo di lungo corso, che ha costruito la propria professionalità attraverso esperienze diverse, dalle prime giocate tra le mura di casa, fino a quelle tra Europa e Stati Uniti, passando per la prestigiosa scuola di Gualtiero Marchesi.

7 chef per la Dozza/Da Casa Italia alla Casa circondariale: lo chef Rubio alla Dozza di Bologna

Categorie carcere: 

di Sergio Ucciero/Da poco tornato da Rio de Janeiro, dove ha cucinato per gli atleti azzurri di Casa Italia alle Paraolimpiadi, lo chef Rubio ha aperto, giovedì 6 ottobre, il primo dei seminari di cucina che si terranno alla Casa circondariale di Bologna. Le lezioni, sette in tutto, vedranno la presenza di alcuni tra i protagonisti della ristorazione bolognese fra cui Vincenzo Vottero Vintrella (Antica Trattoria del Reno), Massimiliano Poggi (Al Cambio - Ristorante Massimiliano Poggi), Francesco Oppido (Ranzani 13), Carlo Alberto Borsarini (La Lumira).

Pagine

Top